GENERAZIONI IN DIALOGO - Progetto CRESCO - Spazi itineranti per una comunità educante
Il breve percorso proposto dal Museo Etnografico del Legno di Carzano in collaborazione con Deborah Trentin, nella figura di arteterapeuta conduttrice dei laboratori, si inserisce all’interno del Progetto CRESCO nel territorio della Valsugana, al fine di favorire lo scambio intergenerazionale.
L’arteterapia è una disciplina che utilizza il processo creativo e i materiali artistici come strumenti di espressione, conoscenza di sé e relazione. Non richiede competenze artistiche, poiché l’attenzione è rivolta al processo e all’esperienza più che al risultato estetico. Può favorire l’espressione di emozioni e vissuti, la consapevolezza personale, la valorizzazione delle proprie risorse e, nel lavoro di gruppo, l’incontro, la comunicazione e la condivisione.
È proprio per queste sue caratteristiche che si è ritenuta uno strumento efficace per un breve percorso che avesse questi obiettivi:
- Avvicinamento e scambio col minor pregiudizio e giudizio in campo possibile per un dialogo costruttivo, in un confronto positivo, senza gerarchie tra persone appartenenti a diverse fasce d’età.
- Espressione personale attraverso linguaggio artistico
- Ascolto e comprensione dell’altro.
- Altre prospettive e punti di vista.
- Riflessioni condivise.
- Benessere personale.
Il breve percorso si è articolato in tre incontri, caratterizzati da differenti temi e proposte espressive, collegati da un filo conduttore comune: memoria, relazione e trasformazione. Attraverso materiali e linguaggi artistici differenti, i partecipanti sono stati accompagnati in un percorso che, partendo dalle tracce del passato e dalla memoria, ha attraversato il tema dei legami e dello scambio tra generazioni per giungere alla riscoperta e alla valorizzazione delle risorse personali.
ELENCO RIASSUNTIVO PROPOSTE:
TRACCE D’ARTE - 13 settembre 2026 presso Museo Etnografico del Legno al Prà dell’Ovo, Val Calamento. - TEMA: Memorie e tradizioni attraverso gli oggetti conservati. MATERIALI: Classici*, solidi e liquidi.
IL BOSCO INVISIBILE - 06 ottobre 2026 presso sala ex scuole, Piazza Ramorino, Carzano. - TEMA: Connessioni in un bosco come metafora dei legami tra generazioni, esplorazione di ciò che unisce, riceviamo e trasmettiamo. MATERIALI: Stoffe, fili oltre ai classici*.
RINASCITE IMMAGINATE - 20 ottobre 2026 presso sala ex scuole, Piazza Ramorino, Carzano. - TEMA: Gli oggetti conservati ed inermi, visti come talenti ormai in disuso, ancora in uso o ancora da scoprire. MATERIALI: Materiali di recupero.
*Classici: pennarelli, matite, pastelli, acquerelli, gessetti.
Come si può osservare dall’elenco, per ciascun incontro è stato individuato un concetto chiave, legato al Museo Etnografico del Legno, utilizzato come filo conduttore e come generatore di spunti creativi, costruttivi e positivi. Le proposte sono state pensate per favorire un clima accogliente, non giudicante e aperto alla libera espressione, nel quale ogni partecipante potesse avvicinarsi all’esperienza creativa secondo i propri tempi e le proprie modalità, favorendo al contempo la relazione e la condivisione all’interno del gruppo.
Le osservazioni effettuate nel corso degli incontri hanno portato a modulare progressivamente le proposte e le modalità di consegna, rendendole semplici, immediate e accessibili. Tale scelta ha tenuto conto della poca familiarità iniziale con l’arteterapia e con l’uso del materiale artistico come mezzo espressivo, nonché della stanchezza legata all’orario serale. L’obiettivo è stato quello di accompagnare gradualmente i partecipanti nell’esperienza, lasciando spazio alla sperimentazione personale e riducendo il più possibile la percezione di una richiesta prestazionale.
Nel corso degli incontri, nonostante l’eterogeneità dei partecipanti, si è progressivamente creato un clima disteso e accogliente, caratterizzato da atteggiamenti di collaborazione attiva, rispetto e ascolto reciproco. I momenti di produzione e condivisione si sono spontaneamente protratti oltre i tempi previsti, evidenziando una disponibilità dei partecipanti a permanere nello spazio dell’esperienza.
In alcuni partecipanti, presenti a più di un incontro, si sono osservate sia un abbassamento delle barriere (aspettative personali sulla creazione) che una maggiore scioltezza, coinvolgimento e libertà di espressione, indici di un sentirsi “protetto” nel gruppo, ovvero non giudicato o “sbagliato”.
In altri partecipanti, invece, è emersa la necessità di comprendere e attribuire un significato preciso al risultato finale, mostrando una minore familiarità con una modalità di lavoro centrata sul processo creativo più che sul prodotto. L’esperienza arteterapeutica, infatti, non richiede necessariamente di trovare una spiegazione immediata a ciò che viene realizzato: l’opera può essere accolta come traccia dell’esperienza vissuta, lasciando che forme, materiali e immagini assumano significati personali nel tempo.
Alcuni dei partecipanti presenti al primo o al secondo incontro non hanno preso parte agli incontri successivi. Pur non potendo stabilire una relazione diretta tra i due aspetti, si può ipotizzare che la novità dell’approccio arteterapeutico e la difficoltà iniziale nel comprenderne pienamente la modalità esperienziale possano aver influito sull’adesione al percorso.
Per raccogliere un riscontro sull’esperienza è stato utilizzato nel secondo e terzo incontro il modulo “Ombrellino del benessere”, compilato prima e dopo l’attività, attraverso il quale i partecipanti hanno valutato dieci indicatori di benessere e coinvolgimento su una scala da 1 (poco) a 5 (molto), hanno indicato con sì o no se l’esperienza è stata vissuta in maniera positiva o meno ed infine una parola per descrivere l’esperienza.
I dati raccolti nei due incontri sono stati organizzati distinguendo, per ciascun indicatore, i punteggi rilevati prima e dopo l’attività. Per ogni incontro sono stati calcolati i valori medi e la relativa variazione tra la rilevazione iniziale e quella conclusiva. Considerata la brevità del percorso , la variazione nella composizione del gruppo e l’incompletezza di alcune schede, i risultati sono stati letti come indicazioni descrittive ed indicative dell’esperienza percepita dai partecipanti, senza attribuire loro un valore generalizzabile.
II INCONTRO
La media dei dieci indicatori passa da 81,7 prima dell’attività a 86,1 dopo l’attività, con una variazione media positiva di circa 4,4 punti.
Gli aumenti maggiori riguardano:
Sorpreso: +10,0
Accolto: +7,1
Felice: +7,1
Partecipe: +5,7
Coinvolto: +5,7
Gli indicatori Divertito e Protetto rimangono invariati. Questo non rappresenta necessariamente un risultato negativo, perché partivano già da valori elevati, rispettivamente 82,9 e 84,3.
III INCONTRO
La media passa da 32,9 prima dell’attività a 44,6 dopo l’attività, con una variazione media positiva di circa 11,7 punti.
Gli incrementi più evidenti riguardano:
A mio agio: circa +21,4
Divertito: +21,4
Ascoltato: +20,0
Partecipe: +10,0
Interessato: +10,0
Coinvolto: +10,0
Sorpreso: +10,0
L’indicatore Accolto rimane invariato, con un valore di 47,1 sia prima sia dopo l’esperienza.
Nel complesso, i dati raccolti mostrano una variazione positiva del benessere e del coinvolgimento percepiti al termine di entrambe le esperienze, più marcata nel terzo incontro.
Parole: insolita, sorprendente, interessante, emozionante, divertente, rilassante, porta alla riflessione, speciale, coinvolgente, da rifare, bella, sono felice quando creo qualcosa, molto intensa.
Gradimento: II incontro 7 sì, 1 molto, 1 abbastanza per un totale di 9 risposte su 15 partecipanti. III incontro 4 sì, 2 sì molto, 1 molto interessante per un totale di 7 risposte su 8 partecipanti.
CONCLUSIONE
Nel complesso si può affermare che il breve percorso ha raggiunto gli obiettivi prefissati di scambi positivi e costruttivi tra persone appartenenti a diverse fasce d’età includendo la possibilità di vedere le cose sotto diversi punti di vista; di benessere generale e di uso di materiali artistici per creare. Le osservazioni fatte potrebbero suggerire che un percorso più lungo e frequentato con costanza dagli stessi membri, permetterebbe una maggiore dimestichezza e comprensione del focus sul processo creativo e l’esperienza condivisa. L’eterogeneità del gruppo non è risultata un limite, ma ha offerto occasioni di incontro, ascolto e scambio, permettendo a ciascuno di partecipare secondo le proprie modalità. Il fare artistico ha costituito un linguaggio condiviso, capace di mettere in relazione esperienze, ricordi e punti di vista differenti, favorendo momenti di collaborazione e condivisione. Il percorso ha così evidenziato le potenzialità dell’esperienza creativa come spazio d’incontro tra generazioni, nel quale le differenze possono diventare occasione di conoscenza reciproca e costruzione di nuove connessioni.
ULTERIORE ANALISI DI DATI
La partecipazione si è mostrata variabile nei tre incontri, sia rispetto alle fasce d'età sia alla composizione dei partecipanti. Quattro partecipanti sono stati presenti a tutti e tre gli incontri, mentre altri tre presenti al secondo, si sono ripresentati al successivo ed ultimo appuntamento.